29 September 2005
BIOLOGIA: NELLA CELLULA UN ARCHIVIO DELLE PROTEINE
Fonte:ANSA
(ANSA) -
ROMA, 28 SET La cellula contiene
microscopici 'stanzini' dove, come in un archivio, sono conservati gli
stampi per la produzione delle proteine da utilizzare solo in caso
di necessita'. La scoperta, pubblicata sulla
rivista Cell, oltre a
rivoluzionare il modo in cui si e' pensato finora il processo
di sintesi proteica e il ciclo vitale di questi
'stampi' (gli RNA messaggeri), puo' avere ripercussioni sulla comprensione e
cura del cancro.
Ne e'
autore Roy Parker, dell'universita' dell'Arizona a Tucson, lo stesso ricercatore che nel 2003 aveva per primo
identificato questi 'stanzini', chiamati 'corpi
P'.
Il DNA,
detentore dell'informazione in codice per produrre le proteine, viene copiato sotto forma di RNA messaggero.
Quest'ultimo si trasferisce nella fabbrica
cellulare di proteine (i ribosomi), dove viene utilizzato come stampo per la
sintesi
proteica. Finora si credeva che, a lavoro finito, l'RNA
messaggero venisse inviato nei corpi P per
essere distrutto. Il gruppo di Parker
ha dimostrato che l'RNA messaggero puo' invece essere inviato direttamente ai corpi P prima ancora di
raggiungere i ribosomi ed essere mobilitato in un secondo
tempo, in caso di necessita'. Inoltre gli esperti hanno scoperto che
in questa nuova e complessa forma di regolazione della sintesi
proteica che coinvolge i corpi P sono implicate due proteine
gia' note, ma senza sapere come, per essere
coinvolte in alcuni tipi di tumore nell'uomo.
Il vero
ruolo dei corpi P, spiega Parker, e' quello di essere regolatori della sintesi proteica piuttosto che semplici
tritarifiuti cellulari. Secondo i ricercatori
studiarne a fondo il funzionamento potrebbe far emergere nuovi bersagli
farmacologici contro il
cancro.(ANSA).
07 September 2005
GIUSTIZIA: GIUDICI UE 'A SCUOLA' DI GENETICA DA DOMANI A PAVIA
Fonte:Adnkronos/Adnkronos Salute
GIUSTIZIA:
GIUDICI UE 'A SCUOLA' DI GENETICA DA DOMANI A PAVIA = SEMINARIO DI 4 GIORNI
SU COME APPLICARE NUOVE SCOPERTE
Milano, 6 set. -
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - I giudici e i procuratori di 15 Paesi europei, insieme a quelli di Libano e
Israele,indosseranno il camice per una 'quattro giorni' tra provette
e
microscopi di laboratorio. Obiettivo: imparare come sfruttare
al meglio le opportunita' offerte dalla genetica
applicata alla giustizia. L'incontro, primo nel suo genere, e' in programma
da domani a sabato 10 settembre a Pavia. Il seminario -organizzato dal
Consiglio Superiore della Magistratura, in collaborazione con le
istituzioni europee corrispondenti e dal Centro di ricerca
interdisciplinare Elsc dell'universita' degli Studi di Pavia- sara' ospitato dal
Laboratorio universitario di Biologia dello sviluppo, diretto dal
professor Carlo Alberto Redi, e dal Colleghio
Ghislieri.
Fra i
partecipanti -riferisce una nota- ci sara' anche Ananda
Chakrabarty, docente presso l'universita'
dell'Illinois di Chicago, Usa, il cui nome e' legato alla prima sentenza con cui la
Corte
suprema federale degli Stati Uniti ha riconosciuto la
brevettabilita' di un organismo vivente. La riunione punta a disegnare una
nuova relazione fra scienza e diritto, sempre piu' spesso a
confronto su temi scottanti come ad esempio l'eutanasia o la fecondazione
assistita, che ormai investono regolarmente le
Corti, oltre a scuotere l'opinione pubblica.
Giudici e
procuratori apprenderanno l''abc' della genetica e della biologia,
sperimenteranno in prima persona alcune elementari operazioni di laboratorio
come l'estrazione del Dna e discuteranno di casi giudiziari
concreti.
Sono previste inoltre
due sessioni speciali: la prima sara' dedicata alla simulazione di una scena del crimine,
all'attivita' di rilevazione dei reperti biologici e al loro esame in
laboratorio; la
seconda prendera' invece in esame un caso di stampa
scientifica. Il seminario - conclude il comunicato - e' stato reso possibile
grazie al supporto del Comitato nazionale per la biosicurezza e le
biotecnologie (Cnbb) della Presidenza del Consiglio dei Ministri e rientra
nel Progetto ENLSC (European Network for Life Sciences, Health
and the Cours) 2005, che si avvale di un finanziamento concesso dalla
Fondazione
Cariplo.
06 September 2005
Ricerca: da un'alga marina primo vaccino contro infezioni da funghi. Messo a punto da ricercatori italiani, presto test sull'uomo
Fonte:Adnkronos/Adnkronos Salute
RICERCA: DA UN'ALGA MARINA PRIMO VACCINO CONTRO INFEZIONI DA
FUNGHI =
MESSO A PUNTO DA RICERCATORI ITALIANI, PRESTO TEST
SULL'UOMO
Roma, 5 set. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Da un'alga
marina il primo vaccino contro alcune gravi infezioni provocate da
funghi.
Testato in vitro e in vivo, il vaccino che sara' ora
sperimentato sull'uomo, si e' infatti dimostrato finora efficace contro la
Candida albicans e l'Aspergillus fumigatus, due tra i funghi patogeni
piu' comuni e temuti. Lo studio, realizzato dai ricercatori
dell'Istituto superiore di sanita' in collaborazione con la Chiron Vaccines
e con l'universita' di Parma, e' stato pubblicato oggi sul sito del
Journal of Experimental Medicine.
''E' la prima volta - afferma Antonio Cassone, direttore del
Dipartimento di malattie infettive, parassitarie
e immunomediate dell'Iss e responsabile della ricerca - che un singolo
vaccino risulta
efficace contro agenti patogeni multipli. Non e' certo un
risultato da poco, dal momento che le malattie causate dai funghi
rappresentano una delle maggiori minacce d'infezione nel campo della salute
pubblica, rappresentando il 5-6% di tutte le infezioni ospedaliere,
400.000 circa l'anno. E se alcune di queste patologie fungine sono
geograficamente limitate, altre, come la
candidosi e l'aspergillosi, sono diffuse in tutto il mondo, e causano circa la meta'
delle morti tra i pazienti ospedalizzati, anche quando sono gia' in
terapia.
L'efficacia delle cure, infatti, viene spesso invalidata da
una farmaco-resistenza o dalla mancata 'collaborazione' del
sistema immunitario''.
Per ottenere il loro vaccino, i ricercatori hanno utilizzato il beta-glucano, un
polisaccaride che si
ritrova in tutte le pareti cellulari dei funghi patogeni
perche' cruciale alla loro sopravvivenza e che, per di piu', non muta
in risposta alla pressione immunitaria. Ostacolo,
quest'ultimo, molto comune invece allo sviluppo di numerosi altri vaccini, come
per esempio quello contro
l'Hiv.
''La ricerca nel campo
dei vaccini - afferma Enrico Garaci, presidente dell'Iss - fa parte delle eccellenze della nostra
attivita'. Si tratta, infatti, di una delle armi
piu' efficaci per la
tutela della salute pubblica, ed e' anche quella che finora
ha avuto le maggiori ricadute in campo economico. La Chiron, infatti,
ha gia' siglato un accordo per lo sfruttamento commerciale di questo
preparato capace di proteggere da infezioni ad alta morbilita' e
mortalita'''.
''Le ottime potenzialita' espresse da questi vaccini che ci
siamo offerti di sintetizzare nei nostri
laboratori - ha dichiarato Rino Rappuoli, della Chiron - hanno continuato a destare
interesse
fino a decidere di siglare un accordo con l'Iss per lo
sviluppo dei relativi brevetti di questo vaccino nella prospettiva di
collaborare con le istituzioni in progetti capaci di creare un'alleanza
significativa tra pubblico e
privato''.
Per lo sviluppo del vaccino gli studiosi hanno utilizzato la laminarina, un beta-glucano
estratto
dall'alga bruna Laminaria digitata, che, avendo una debole
immunogenicita', non e' in grado di suscitare
un'adeguata risposta immunitaria. Motivo che ha indotto i ricercatori ad unire la
laminarina alla tossina difterica CMR197, una
''proteina di
trasporto'', gia' usata in altri vaccini umani grazie alla
sua capacita' di stimolare la produzione di anticorpi. Il
composto cosi' ottenuto, Lam-CRM, si e' mostrato in grado di stimolare la
risposta
immunitaria dei topi e dei ratti vaccinati, proteggendoli
totalmente contro le infezioni da Candida albicans, sia da quelle di
tipo sistemico, che da quelle mucosali o
vaginali.
Lo stesso vaccino, poi, ha anche indotto negli animali
un'immunita' protettiva dall'infezione letale da
Aspergillus fumigatus, un fungo assai diverso dalla Candida albicans, ma
che esprime lo stesso polisaccaride, il ?-glucano, sulla sua
parete
cellulare. ''Questa doppia efficacia - spiega Cassone - rende
assai concreta la possibilita' che lo stesso vaccino possa essere
realmente efficace anche contro altri agenti di infezioni fungine
opportunistiche. Prossimo passo sara' quello di
testare il vaccino
sull'uomo e di allargare il target terapeutico a batteri e
protozoi''.
Non solo. Il cosiddetto siero immune, nonche' il fluido
vaginale degli animali vaccinati contenente anticorpi anti-?-glucano,
trasferito per via endovenosa ai topolini non immunizzati, ha mostrato di
proteggere anche quest'ultimi, suggerendo, in tal modo, la possibilita'
di indurre una protezione passiva. Un'ipotesi che
risulta confermata dai
risultati delle indagini condotte in
vitro.
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